Ecco la migliore strategia per i bond nel 2018

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di Luca Spoldi 22 Gennaio 2018 | 15:19

Per i bond due anni d’oro alle spalle

Dopo due anni positivi sul mercato obbligazionario, i giorni migliori per il reddito fisso sembrano ormai alle nostre spalle: lo ricordano gli esperti di Columbia Threadneedle Investments, ricordando come il 2016 abbia generato “ottimi rendimenti nella maggior parte dei settori, e segnatamente nelle obbligazioni societarie high yield, che hanno generato utili a due cifre” e lo stesso sia accaduto nel 2017 “sull’onda della domanda globale sostenuta e del basso grado di inflazione”.

Columbia Threadneedle Investments: improbabile un altro “toro”

Alla luce del punto di partenza più basso per i rendimenti e i premi al rischio, delle previsioni di inflazione contenuta e di minori interventi da parte della Federal Reserve statunitense, nonché dell’assenza di premi al rischio aggiuntivi per possibili sorprese negative, “è improbabile che i rendimenti manterranno lo stesso ritmo anche nel 2018”. Infatti il punto di partenza più basso nei rendimenti obbligazionari riduce l’opportunità di rendimento totale nel reddito fisso.

Cedole troppo basse rispetto al rischio

I rendimenti dei titoli di Stato e i premi al rischio per le obbligazioni non governative sono storicamente bassi” notano gli esperti, sottolineando come nell’insieme “i rendimenti per la maggior parte dei settori del mercato obbligazionario offrono una protezione non più che modesta contro un rialzo dei tassi, un aumento delle insolvenze o shock esogeni”. Un basso livello di partenza dei rendimenti implica che “i cuscinetti di protezione in caso di errore saranno più sottili e, per contro, il potenziale di rialzo in caso di scelte azzeccate sarà più esiguo”.

Rapporto rischio/rendimento si va deteriorando

Pertanto, per gli investitori nel reddito fisso, il 2018 propone rapporti rischio/rendimento meno interessante, per obbligazioni di alta e bassa qualità: persino un incremento di lieve entità dei tassi d’interesse pari allo 0,50% provocherebbe un deprezzamento dei Treasury statunitensi tale da annullare del tutto la componente di reddito, visti i bassi livelli delle cedole. Dalla parte opposta della scala del rischio, le obbligazioni societaria high-yield offrono rendimenti medi intorno al 5,5%, ossia pari a circa il 3,5% in più rispetto ai titoli di stato Usa. Tuttavia, notano gli esperti, il premio di rendimento offre agli investitori un’adeguata remunerazione per un tasso di insolvenza intorno all’1%, mentre Columbia Threadneedle Investments stima tassi di insolvenza tra il 3 e il 4%.

Restare investiti ma con maggiore prudenza

In altri termini, gli investitori non sono adeguatamente ricompensati per il rischio di insolvenza atteso. “Quando gli investitori non vengono remunerati per l’assunzione di rischi, farebbero meglio a non assumerli” è il consiglio degli esperti, secondo i quali tuttavia sembra tuttora probabile che le strategie obbligazionarie prudenti registreranno una performance superiore rispetto alla liquidità. “La nostra strategia per il reddito fisso prevede tassi d’interesse più bassi e un rischio di credito inferiore a fronte di una maggiore diversificazione” concludono gli esperti, che consigliano “di restare investiti, rivedendo però al ribasso le proprie aspettative e rifuggendo i rischi, nonché di attendere tempi migliori con rendimenti più elevati”.

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