Battaglia a colpi di spread

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Finanza Operativa di Finanza Operativa 5 Ottobre 2018 | 12:30

Di Carlo Aloisio, senior broker Unicredit, per ITForum.it

Mentre negli Usa i rendimenti dei Treasury salgono per le decisioni della Fed di alzare i tassi al fine di contenere l’inflazione in una fase di crescita economica, nel nostro paese ci troviamo di fronte ad un forzoso rialzo dei rendimenti dovuto non alla crescita ma alla speculazione sul braccio di ferro politico tra il governo e le istituzione europee che poco hanno gradito la manovra economica annunciata con un deficit al 2,4%. Anche se alcuni esponenti di governo dicono di non guardare lo spread, è indubbio che dal mese di aprile il rendimento del Btp decennale è passato dal 2% al 3,25% circa delle ultime sedute e di conseguenza lo spread contro il Bund tedesco è passato dai 113 di minimo a fine aprile agli oltre 300 punti di questa settimana, per poi rientrare in area 280 circa.

Al di là delle considerazioni politiche, questo aspetto deve assolutamente essere tenuto in considerazione, in quando questo differenziale pesa nella casse del Tesoro e dello stato che si troverà a pagare maggiori interessi nelle prossime aste di titoli e di conseguenza pesare anche nei bilanci delle banche che hanno in portafoglio titoli di stato.

Siamo comunque in una fase di estrema sensibilità dei mercati ed ogni commento e notizia fa da market mover in negativo o positivo. Alla notizia della possibilità che il governo rivedesse in senso più conservativo almeno parte dei target sul deficit/Pil è subito arrivato un sostegno ai Btp, in recupero dopo tre sedute consecutive di pesante flessione, seguite all’annuncio la scorsa settimana di una previsione di 2,4% per tre anni consecutivi.

L’attività sul primario resta sempre molto elevata, anche se meno per la parte governativa in questa settimana. Dal Tesoro è arrivata una nuova operazione di concambio, tramite la quale, si sono messi a disposizione degli investitori fino a 2,5 mln del Btp settembre 2028 con cedola 4,75% (codice Isin IT0004889033) e ritirati quattro Btp con scadenze comprese tra 2019 e 2021. In Austria, sono stati collocati fino a 1,15 miliardi titoli di Stato scadenza 2023 e 2028 e in Belgio emissioni di titoli a breve termine.

In questa settimana è tornata sui mercati l’Albania che ha rating B1 ed ha emesso un nuovo titolo in euro a sette anni per 500 milioni (Isin XS1877938404). Il rendimento all’emissione è stato fissato al 3.55% con cedola al 3.5% ed ha ben performato nel grey market salendo di oltre un punto dal prezzo d’emissione fissato 99.695 e taglio minimo 100mila euro con multipli di mille euro.

Nuovo deal in euro anche dalla Romania, che è in fase di collocamento, si tratta di due nuovi benchmark a 10 e 20 anni con rendimenti indicativi rispettivamente a ms+210 ed ms+280, il rating è Baa3/BBB-/BBB- ed il taglio è retail da mille euro con multipli di mille.

Sono in fase di definizione di collocamento anche la Bilfinger che ha rating BB con 300 milioni a 5 anni e rendimento indicativo a 3.75%, mentre per Aereoporti di Parigi l’emissione da 500 milioni ventennale è stata fissata a rendimento ms+65 in linea con la guidance iniziale.

Sulla parte corporate ha prevalso la scelta del dollaro, mentre la zona euro in fase di volatilità è stata più tranquilla, con gli emittenti che attendono periodi migliori.

Emissione in dollari da parte di Royal Bank of Canada con 1.5 miliardi a tasso fisso del 3.7% e scadenza nel 2023 (Isin US78013XW204), insieme a 300 milioni stessa scadenza 5 ottobre 2023 a tasso variabile US Libor + 66 (US78013XW618). Per entrambi i titoli il taglio minimo è da 2mila euro con mutipli di mille.

L’operazione della settimana in dollari è la maxi emissione da parte di Comcast che ha emesso su tutta la curva 27 miliardi di titoli con l’obiettivo di finanziare l’operazione da 30,6 miliardi di sterline per acquisire il colosso della comunicazione Sky. Le richieste sono state altissime oltre 88 miliardi permettendo all’emittente di ampliare l’offerta a 27 miliardi rispetto ai 20 inizialmente previsti ed ovviamente ridurre lo spread di rendimento offerto. Si tratta in totale di 12 emissioni che vanno dai 2 ai 40 anni, tra questi la maggiore richiesta è stata per il trentennale emesso per 4 miliardi (Isin US20030NCM11) con cedola del 4.7%. Tutti i titoli hanno taglio da 2mila euro con mulitipli di mille e un rating di livello A3/A-.

Emissione in dollari subordinata perpetual da Lloyds Bank con 1.5 miliardi al 7.5% di cedola e prima call a partire dal 2025 (Isin US539439AU36); il taglio minimo è da 200mila dollari con multipli di mille ed il rating è stato fissato a Baa3/BB-/BB+.

Ancora attesa per la francese Ingenico che doveva lanciare un bond ibrido in euro ma che è stato posticipato nell’attesa di migliori condizioni di mercato.

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