Il pescatore di sogni

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di Gianluigi Raimondi 8 Maggio 2019 | 10:00

A cura di Aqa Capital

Sceicco Muhammed: «Ai pescatori non interessa se sono bianco o olivastro, ricco o povero. Se porto la tunica o gli stivaloni. A loro importa solo del fiume, dei pesci e della gara tra noi e loro. Per i pescatori le uniche virtù sono: pazienza, tolleranza e umiltà»

Citazione tratta da Il pescatore di sogni, regia di Lasse Hallström

Proprio come per i pescatori descritti dallo Sceicco Muhammed, tra le virtù della Federal Reserve c’è sicuramente la pazienza

Ancora una volta la banca centra degli Stati Uniti ha deciso di attendere e di mantenere invariati i tassi d’interesse in un intervallo compreso tra il 2,25% e il 2,5% (valori che dovrebbero rimanere invariati per tutto l’anno). «Pensiamo che l’orientamento della politica sia appropriato», ha ribadito più volte in conferenza stampa il presidente della Fed Jerome Powell, confermando come il Federal Open Market Committee non ritenga opportuno deviare dall’attuale percorso. Perché questa scelta? L’attuale scenario vede sì l’economia degli States in buona salute, tuttavia l’inflazione rimane al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato dal mandato della banca centrale. Senza voler sminuire la questione, Powell ha detto che ci sono motivazioni valide per ritenere il basso livello dell’indice generale dei prezzi un fenomeno transitorio.

Ma se per la Fed la pazienza è una virtù, nella visione di Donald Trump è un difetto

Il presidente americano ha espresso la sua opinione via Twitter: «Abbiamo il potenziale per salire come un razzo se facessimo un qualche abbassamento dei tassi, tipo di un punto, e un po’ di quantitative easing». Il presidente della banca centrale statunitense, dal canto suo, ha ribadito in conferenza stampa l’apoliticità della Federal Reserve.

E sempre Donald Trump sembra aver perso la pazienza sulla vicenda della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Proprio quando sembrava che fosse tutto pronto per trovare una tregua duratura, il presidente americano ha annunciato l’aumento dal 10 al 25 per cento dei dazi su duecento miliardi di dollari di merci importate dal Paese asiatico. Una notizia che ieri ha mandato a picco i listini asiatici e che ha fatto aprire in rosso le borse europee. Su Twitter, Trump non ha usato mezzi termini: «L’accordo sul commercio con la Cina prosegue, ma troppo lentamente, dato che loro continuano a cercare di rinegoziarlo: no!». E ancora: «Per 10 mesi la Cina ha pagato tariffe agli Usa del 25% su 50 miliardi dollari sull’alta tecnologia e del 10% su 200 miliardi di altri beni. Questi pagamenti sono in parte responsabili dei nostri straordinari risultati economici».

Negli Usa, in effetti, molti risultati sono straordinari, ma proporli in parte come risultato della guerra commerciale è una tesi che non convince diversi analisti. Andiamo ai numeri: negli Stati Uniti ad aprile sono stati creati 263 mila nuovi posti di lavoro nei settori non agricoli, un dato nettamente superiore rispetto al consenso degli economisti che si aspettavano un aumento di 180 mila unità. Ci sono tuttavia due nodi: i salari non crescono quanto dovrebbero e rimane elevata la quota di lavoro precario. Buoni segnali arrivano dall’indice di produttività del settore manifatturiero che, nel primo trimestre del 2019, è aumentato del 3,6% rispetto agli ultimi tre mesi del 2018 (dati diffusi dal dipartimento del Lavoro), superando le attese le attese pari a +2,4%.

Passando al Vecchio Continente, la pazienza di chi aspettava dati positivi sull’inflazione è stata ripagata: nell’area euro ad aprile, secondo la lettura preliminare, è cresciuta dell’1,7% su base annua, in accelerazione rispetto all’1,4% di marzo e oltre le stime del consenso (+1,6%). Invece l’inflazione core è aumentata dell’1,2% anno su anno. Secondo diversi analisti, ad aprile l’andamento dei prezzi è stato condizionato al rialzo per effetto del calendario, soprattutto per via delle tardive festività pasquali. L’inflazione superiore alle attese ha comunque convinto i mercati, e i principali europei hanno chiuso la seduta di venerdì (quando sono stati diffusi i dati) in rialzo. Il problema è stato il risveglio del lunedì con la brutta sorpresa del riaccendersi delle tensioni tra Usa e Cina. Cosa succederà adesso? Fare pronostici è difficile. L’unica certezza è che, come i pescatori, bisogna avere pazienza.

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