Il dollaro Usa ancora molto utilizzato per i pagamenti tra Cina e Stati Uniti

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di Finanza Operativa 4 Luglio 2016 | 13:30

Secondo le ultime rilevazioni del RMB Tracker di SWIFT, non vi sono stati nell’ultimo anno scostamenti significativi nell’adozione dello yuan da parte degli Stati Uniti. Rispetto al dato rilevato a maggio 2014, gli Stati Uniti registrano oggi un aumento del 10,3% dei pagamenti effettuati in RMB, ma rispetto a maggio 2015 si evidenzia una leggera flessione dell’1.6%. A maggio 2016 gli Stati Uniti si attestano così al quarto posto nel mondo, escludendo Cina e Hong Kong, tra i Paesi che più utilizzano il RMB, rappresentando il 10.5% di tutti i pagamenti in valore offshore effettuati con tale valuta. Il Regno Unito rimane in prima posizione con il 23.6%, seguito da Singapore (19.8%) e Taiwan (11.6%). Il 74.9% di tutti i pagamenti in RMB è ancora relativo agli scambi tra Cina e Hong Kong.
“Ci aspettiamo che con il passare del tempo gli Stati Uniti rafforzino ulteriormente la loro posizione in relazione al RMB, specialmente in seguito alla recente creazione dello “U.S. RMB Trading and Clearing Working Group” – afferma Astrid Thorsen, Head of Business Intelligence Solutions di SWIFT. “L’obiettivo principale di questo gruppo di lavoro è quello di identificare, valutare e suggerire opportunità per lo sviluppo e l’espansione del trading, clearing e settlement del RMB negli Stati Uniti. La creazione a New York di un trading centre per il RMB sarebbe uno sviluppo significativo per la città, e rafforzerebbe più in generale la posizione dell’America del Nord in relazione al RMB, che al momento è rappresentata dal centro di trading offshore di Toronto”.
Nel mese di maggio 2016, il RMB ha mantenuto la sua posizione al sesto posto della classifica delle valute più utilizzate per i pagamenti globali (in valore), con una quota pari all’1.90%, in leggera crescita rispetto alla quota dell’1.82% di aprile 2016. Complessivamente, il valore dei pagamenti effettuati in RMB è cresciuto del 2.85% rispetto ad aprile 2016, mentre in generale tutti i pagamenti in valuta sono diminuiti dell’1.50%.

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