Mercati, ecco la classifica delle big cap italiane più sostenibili

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di Redazione 12 Agosto 2021 | 10:04

Quali sono le aziende percepite come più sostenibili? Reputation Science, società leader in Italia nell’analisi e gestione della reputazione, ha elaborato l’indice “ESG Perception Index per misurare la percezione di sostenibilità delle aziende. È infatti la percezione che gli azionaisti hanno della reputazione di un brand a determinare la loro propensione a prendere decisioni (di acquisto, di investimento, ecc.) nei riguardi del brand e dei suoi prodotti.

La sostenibilità è una componente chiave della reputazione di un’azienda, rappresentando oggi la sfida economica più importante a livello globale. Conta essere sostenibili, ma anche saperlo comunicare e trasferire tutto l’impegno dell’azienda per perseguire questa mission. Perché è su questo che l’azienda sarà valutata dai suoi principali stakeholder.

L’Osservatorio di Reputation Science prende in esame le maggiori aziende sul mercato italiano (capitalizzate a Piazza Affari, classifica Mediobanca, classifica Interbrand) per produrre una classifica delle prime 200 società percepite come più sostenibili sul web. Il modello di analisi valuta la prossimità del brand ai 17 pillar della sostenibilità definiti dall’ONU e produce per ciascuna un indicatore (da 0 a 100) basato su parametri quali-quantitativi e strutturali: oltre al volume dei contenuti che riportano l’associazione tra il brand e la sostenibilità, sullo score pesa anche l’impatto reputazionale di questi contenuti sul brand, l’associazione dell’identità del brand alla sostenibilità sui motori di ricerca e quanto l’azienda racconti la sostenibilità attraverso i suoi canali proprietari (es. sito web, profili social).

Nell’ultimo periodo di analisi (gennaio-giugno 2021), Reputation Science ha analizzato oltre 1,2 milioni di contenuti online in lingua italiana per stilare una classifica delle 200 aziende più sostenibili sul web. A guidare il raking ESG Perception Index, i settori Energia, Automotive e Finance, che da soli occupano l’85% delle prime 20 posizioni. Sono questi, infatti, i cluster coinvolti maggiormente nella transizione energetica e ambientale, spesso chiamati ad agire prima degli altri.

Al vertice della classifica troviamo Enel con uno score di 94.68. Nel periodo in esame, il colosso dell’energia si è distinto per aver siglato numerose partnership con aziende come Pirelli, Porsche, Renault e Q8 per sostenere la mobilità elettrica e ha stretto accordi con Leonardo e Fincantieri per la sicurezza e la gestione sostenibile dell’energia. La società guidata da Francesco Starace, inoltre, ha siglato un patto con Saras per sviluppare l’idrogeno verde in Sardegna, nella raffineria di Sarroch. Al secondo posto della classifica, un altro protagonista del settore energetico: Eni, che nei primi mesi dell’anno ha ampliato la sua presenza in Spagna nel settore fotovoltaico, ottiene 85.74 punti. L’azienda di Claudio Descalzi ha presentato il nuovo report di sostenibilità, raccontando il proprio viaggio verso Net Zero, ha collocato il primo bond Sustainability linked del settore da 1 miliardo di euro, ha siglato un accordo ventennale con A2A per il teleriscaldamento a Milano e ha lanciato, in collaborazione con Cdp Equity, GreenIt, nuova joint venture per lo sviluppo, la costruzione e la gestione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in Italia. E proprio Cassa Depositi e Prestiti, impegnata negli ultimi mesi insieme a Bper, Banca Popolare di Sondrio e Sace a sostenere la mobilità green nel settore navale e promotrice di Renovit per accelerare sull’efficienza energetica, raggiunge il terzo posto della classifica (69.96).

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