Forex: l’euro potrebbe decidere entro breve il prossimo trend di fondo

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di Giovanni Maiani 20 Luglio 2022 | 10:01

L’euro ha effettuato il prevedibile rimbalzo tecnico (si veda il precedente articolo) dopo essersi riportato momentaneamente al di sotto della parità, Ma il difficile arriva proprio ora.

In effetti, la divisa europea sta interessando un’importante fascia di resistenza che offre un valido ostacolo al suo attuale rimbalzo puramente fisiologico, perché è di questo che si tratta per il momento.

Cosa accadrà?

Il problema è che non lo sa proprio nessuno; né la Bce, né la Fed per citare solo due Istituzioni sulla bocca di tutti, anche per i prossimi aumenti dei tassi.

Questa è l’unica certezza, ma l’aumento dei tassi europei e Usa è abbastanza scontato o no da parte del mercato? Teoricamente non dovrebbe accadere nulla in quanto la notizia è conosciuta da settimane. Infatti, non sarà l’aumento dei tassi a fare muovere “più di tanto” i mercati, ma saranno i vari commenti relativi alle prossime mosse delle varie Banche centrali.

Pertanto lo scenario è del tutto imprevedibile, come sempre d’altronde.

Noi (per lo meno io), comuni mortati, cercheremo di osservare la situazione puramente tecnica presente sul mercato alla vigilia dell’aumento dei tassi europei.

Riprendo oggi l’Euro Bloomberg index (in quanto livelli sono noti a tutti) in versione Point & figure.

Come immediatamente visibile sul grafico (P&F 2X3) il benchmark rimbalza a seguito della realizzazione di un minimo relativo, mentre si avvicina a un’importante area di supporto definita, sul presente grafico, a 848/56 circa. Il superamento confermato di questa barriera potrebbe costituire un segnale rialzista discretamente valido.

Fino all’allora, la situazione sarà negativa, se non in un’ottica di stretto trading.

Una breve occhiata all’agenda macro:

La situazione americana dovrebbe essere relativamente tranquilla tranne per l’ovvia uscita delle trimestrali, mentre anticipo nuovamente l’appuntamento con il Fomc del 27 luglio per l’aumento dei tassi dello 0,75% a 2,25%/2,50%. Quando (e se) leggerete questo report il dato dell’inflazione inglese relativo al mese di giugno sarà già uscito (previsto +0,70% m/m). L’inflazione sarà la protagonista del fine settimana anche in Giappone. Domani giovedì, infine, la Bce dovrebbe aumentare i tassi dello 0,25%, ma quello veramente importante sarà, come anticipato, qualche spunto sulle prossime mosse relative ai successivi aumenti dei tassi senza dimenticare il problema della frammentazione europea. Se vogliamo proprio, possiamo aggiungere la crisi politica italiana e l’importante appuntamento odierno di Draghi.

Come di consueto, vado curiosare tra gli elementi che compongono il mio Euro Index alla ricerca di eventuali spunti operativi, conferme o smentite.

A livello complessivo, per quanto riguarda la tabella, nel 30% dei casi (in lieve rialzo dal 27% della scorsa settimana) la divisa europea è in uno scenario rialzista o moderatamente rialzista nei confronti delle altre divise, mentre le performance a 5 giorni evidenziano un blu generalizzato, tranne due occasioni.

La divisa europea rimane in un contesto sfavorevole e l’attuale rimbalzo è puramente fisiologico, almeno per il momento. Atteso un potenziale ampio aumento della volatilità per le prossime giornate. In fondo, la volatilità a cinque giorni dell’euro index è al 5,34%, mentre in due occasioni, a marzo e a maggio, ha superato il 15%.

Scendo nei particolari per scavare qualche particolarità nei confronti della divisa europea e del dollaro Usa.

I movers e spunti sull’euro

L’Eur/Usd sta interessando l’area di resistenza 1,035/40 il quale eventuale superamento confermato potrebbe generare qualche long in un’ottica di breve periodo. L’Eur/Aud si è limitato a consolidare durante le ultime sedute e siamo tuttora short da 1,51/0, mentre sembra tuttora incerto. Ancora valido l’obiettivo 1,46, ma attenzione al ritorno sopra 1,495. L’Eur/Brl sta per generare qualche long sopra 5,60 con obiettivi 5,85 e 6,05, ma cautela. L’Eur/Cad rimbalza immediatamente da 1,30 e cerca di guadagnare terreno, ma appare incerto. Situazione non molto interessante ora. L’Eur/Cnh ha migliorato la propria situazione con il ritorno “… sopra 6,87/90”, mentre sembra diretto verso 7,05. Attenzione sotto 6,80. L’Eur/Czk consolida attorno a 24,50, ma sarà interessante solo sopra 24,80 circa. L’Eur/Jpy si è riportato in corrispondenza del precedente 141 dove potrebbe accusare un pullback down, cautela. L’Eur/Nok sta generando un segnale di peggioramento con il ritorno al di sotto di 10,20. Obiettivo 9,95/80. Attenzione al passaggio al di sopra di 10,30. L’Eur/Sek è short da 10,70/65 e tende ad avvicinarsi ulteriormente a 10,30. Attenzione la ritorno sopra 10,60. L’Eur/Try rimbalza dopo una breve pausa attorno a 17,50, mentre sembra diretto verso 19. L’Eur/Zar prosegue la strada verso l’alto e tende a raggiungere 17,8/9. Attenzione in caso di ritorno sotto 17,10.

La divisa europea ha confermato la precedente ipotesi che “… potrebbe effettuare un effimero rimbalzo”, mentre ora deve fare i conti con importanti livelli di resistenza. Situazione rialzista in vari contesti.

Alcune idee sul dollaro Usa

L’Usd/Aud ha sfiorato l’obiettivo 1,50 (realizzato 1,4964) per poi indietreggiare, mentre sta andando short sotto 1,45. L’Usd/Brl rallenta la corsa verso 5,60 e consolida nelle immediate vicinanze di 5,41. La situazione rimane rialzista, ma attenzione alla tenuta di 5,33. L’Usd/Cad non ha confermato il superamento di 1,31 in quanto ha effettuato un effimero massimo relativo a 1,3224 prima di cedere con decisione. Probabile peggioramento sotto 1,282. L’Usd/Chf non ha raggiunto la parità, mentre il test di 0,99 circa ha preceduto una flessione e un segnale short sotto 0,9720. Siamo in attesa della conferma; obiettivo 0,95 circa. L’Usd/Cnh ha interessato il precedente 6,80 (realizzato 6,7918) prima di ripensarci, mentre ora è in una situazione scomoda che tende alla neutralità. L’Usd/Nok ha realizzato un massimo relativo a 10,355 prima di ripiegare in un contesto ribassista. Obiettivo 9,65, ma attenzione al ritorno sopra 10,0/1. L’Usd/Nzd si è avvicinato all’obiettivo 1,67/70 (realizzato 1,6499) prima di indietreggiare, mentre testa pericolosamente il supporto di 1,60. Negativo sotto con obiettivo 1,547/25. L’Usd/Sek inverto strada e genera un segnale short con il ritorno sotto 10,40. Obiettivi 10 e 9,85, ma attenzione in caso di ritorno sopra lo stesso 10,40. L’Usd/Try ha proseguito la fase ascendente mettendo a segno qualche massimo relativo. La situazione rimane rialzista, ma attenzione alla tenuta di 17,20. L’Usd/Zar ha messo a segno un nuovo massimo relativo a 17,306 prima di consolidare attorno a 17,10. La situazione rimane rialzista, ma attenzione alla tenuta di 16,80 circa.

Il biglietto verde (Dollar index) ha confermato la precedente ipotesi di “Lecito una discesa fisiologica…”, mentre ora potrebbe prolungare la debolezza. Possibile, no probabile, l’inizio di una correzione di breve periodo, ma attenzione alle prossime giornate.

La seguente grafica mostra la tendenza di alcuni importanti cross

Trade opportunity

Oggi, per la prima volta in questa sede, ho deciso di trattare il cross Nzd/Cad.

Il grafico a barre, sempre pulito come piace a me, mostra un trend di breve/medio ribassista e il relativo supporto duramente messo alla prova da qualche mese e quindi infranto al ribasso.

Ora, il dollaro neo zelandese ha realizzato un minimo relativo a 0,7953 Cad dal quale rimbalza, mentre cerca di riportarsi al di sopra del supporto del trend precedentemente evidenziato e ora, ovviamente, resistenza.

Non è molto come input, ma è pure sempre qualche cosa.

La situazione puramente tecnica rimane al momento orientato al ribasso, mentre assistiamo a un tentativo di rafforzamento in un’ottica di breve periodo. Cerchiamo di sfruttare gli sforzi rialzisti realizzati dal Nzd, ma solo sulla forza.

Direi di proseguire in questo modo.

Long sopra 0,8150 con obiettivi 0,833/5 e 0,847/56, poi 0,885 e 0,900. Short in caso di mancato superamento di 0,8090/150 e sotto 0,79 con obiettivi rispettivi 0,795/0 e 0,778, poi 0,765 e 0,754.

A cura di Giovanni Maiani, analista tecnico di lungo corso, docente e probiviro Siat e responsabile delle gestioni patrimoniali di Banca Bsm

https://giovannimaiani.blogspot.com/
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