Le banche centrali hanno ancora cartucce a disposizione

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di Stefano Fossati 2 Dicembre 2020 | 19:00

“Le banche centrali hanno ancora molto da offrire. Dato che la ripresa economica è a rischio, molti istituti centrali dei Paesi sviluppati, tra cui la Bce e la BoE, sembrano pronti a lanciare nuove misure di sostegno nelle prossime settimane. Cosa possiamo aspettarci e quale sarà l’impatto per i mercati obbligazionari?”. Lo afferma Quentin Fitzsimmons, gestore del fondo T. Rowe Price Funds Sicav – Global Aggregate Bond Fund di T. Rowe Price. Di seguito le sue previsioni.

Banche centrali, nuovi stimoli monetari in arrivo

I progressi pur positivi sul vaccino per il Covid-19 non cambiano la realtà dei fatti attuale: i contagi sono cresciuti rapidamente in tutto il mondo, portando a nuovi lockdown e restrizioni in molti Paesi. Ciò ha nuovamente messo in difficoltà le economie, soprattutto quelle principalmente basate sul settore dei servizi. In estate sembrava che non avremmo assistito a ulteriori misure delle banche centrali nel 2020, ma ora il contesto è cambiato e gli istituti centrali stanno passando in rassegna gli strumenti a disposizione, per capire quale ulteriore supporto siano in grado di offrire.

Tra gli emittenti sovrani di qualità elevata, potremmo assistere a un ulteriore allentamento monetario in Svezia, Corea del Sud e Israele. Anche la BoE rientra in questo elenco, dato che ha ammesso di considerare l’ipotesi dei tassi negativi. In modo simile, la Bce ha dichiarato che, con il rischio economico sbilanciato al ribasso, tutti gli strumenti verranno riesaminati. Ciò a nostro avviso potrebbe portare a un’espansione del programma di acquisti di bond e potenzialmente a un taglio del tasso di riferimento nel 2021.

Inoltre, non bisogna dimenticare che il tono della Fed è diventato ancora più “da colomba” di recente, con una maggiore probabilità che la più grande banca centrale al mondo fornisca ulteriore easing. In effetti, i nuovi contagi pesano di più sull’economia Usa rispetto alle notizie positive sui vaccini.

Muoversi con flessibilità lungo la curva dei rendimenti

Guardando al mercato dei titoli di Stato, la prospettiva di ulteriori politiche accomodanti è un elemento di forte sostegno. Tuttavia, con i programmi di acquisto di bond che cambiano di Paese in Paese, crediamo sia importante valutare ciascun caso individualmente. La decisione chiave da prendere in vista del 2021 non è semplicemente quanta duration includere nei portafogli, ma piuttosto quale parte della curva di uno specifico Paese sia meglio sovrappesare in base al comportamento della rispettiva banca centrale.

Negli Usa prediligiamo la parte a breve della curva dei Treasury, essendo probabile che quest’area rimarrà ben ancorata grazie al supporto della Fed. Viceversa, la parte a lungo termine potrebbe essere soggetta a volatilità, per via della possibilità di nuovi stimoli fiscali e di un rimbalzo della crescita nel 2021. All’opposto, nei titoli di Stato europei preferiamo la parte a lungo termine della curva. Infatti, il programma di acquisto di bond della Bce potrebbe essere nuovamente ampliato e in questo scenario vediamo più valore nelle scadenze lunghe, dove le nuove emissioni dovrebbero essere più che compensate dagli acquisti della banca centrale.

È comunque importante mantenere una certa flessibilità di movimento lungo la curva dei rendimenti. Le valutazioni quest’anno sono state pesantemente influenzate dalle aspettative dei mercati sugli stimoli fiscali nelle varie aree. Per questo, qualunque segnale di un’inversione delle politiche fiscali nel 2021 potrebbe innescare un significativo aggiustamento delle curve.

I mercati emergenti sono i più favoriti

A differenza dei mercati sviluppati, in quelli emergenti ci aspettiamo che la maggior parte delle banche centrali manterrà le politiche monetarie complessivamente stabili. Gli istituti centrali emergenti hanno già fatto tutto il possibile dal punto di vista degli stimoli monetari. Pur non escludendo qualche altro modesto taglio dei tassi, in generale ci aspettiamo una pausa nel 2021. Ciò detto, è possibile che alcune banche decideranno di mantenere un tono accomodante nelle proprie comunicazioni nella prima parte dell’anno, per evitare che la propria valuta si rafforzi eccessivamente rispetto al dollaro Usa. Questo scenario rende i bond emergenti in valuta locale molto interessanti per gli investitori stranieri. In effetti, la ripidità delle curve dei rendimenti dei titoli di Stato emergenti in valuta locale di alcuni Paesi come Indonesia, Israele e Perù rimarrà probabilmente attraente nel contesto attuale, con la Fed e la Bce che tengono bloccata la volatilità dei tassi. Per concludere, i mercati emergenti appaiono quindi ricchi di opportunità sia nelle valute che nei bond locali.

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