L’effetto di SuperMario sui bond governativi. I nuovi corporate sotto la lente

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Avatar di Carlo Aloisio 19 Febbraio 2021 | 09:29

Incassata un’ampia fiducia parlamentare il nuovo Governo Draghi è nel pieno dei poteri operativi sperando di centrare gli obiettivi minimi che i cittadini si aspettano per i prossimi mesi, in particolare la gestione della pandemia con l’attuazione veloce ed ordinata del piano vaccini e di conseguenza la graduale ripresa delle attività produttive sfruttando al meglio i fondi che arriveranno dall’Europa; importante il passaggio nel discorso al Senato riguardante anche l’istituzione di una commissione di esperti al fine d’introdurre anche una riforma fiscale che possa supportare gli investimenti ed i consumi.

In questo clima politico positivo i riflessi sui mercati governativi si sono sentiti pesantemente, mentre la parte azionaria ha visto complessivamente una settimana negativa, non solo nel nostro Paese, a causa degli ultimi dati sulla pandemia che evidenziano ancora dei forti rischi di inasprimento delle misure di contenimento con conseguenze negative sull’economia.

L’effetto Draghi sullo spread

Lo spread del nostro Btp decennale di riferimento 0.9% aprile 2031 (IT0005422891) contro l’omologo tedesco è sceso e consolidato sotto quota 100, mediamente intorno a 90 punti, che significa un rendimento dello 0.55%, ai minimi assoluti, riavvicinandoci alla Spagna che è allo 0.3% e allungando sulla Grecia che rimane il Paese con rendimento più alto nell’Eurozona allo 0.8%. Da non dimenticare che solo un paio di settimane fa eravamo stati anche dietro alla stessa Grecia.

I nuovi bond governativi sotto la lente

Sfruttando l’effetto Draghi, il Tesoro è tornato sul mercato con un collocamento di titoli di Stato dedicato agli investitori istituzionali via sindacato. Il deal è stato affidato ad un pool di banche con il mandato per l’emissione di un nuovo BTP 10 anni con scadenza agosto 2031 ed un nuovo titolo indicizzato all’inflazione, Btpei, a 30 anni con scadenza maggio 2051. Comprensibile che si cerchi di approfittare della situazione tornando alle emissioni sindacate poco più di un mese dopo il successo del collocamento del benchmark a 15 anni avvenuto proprio  nei primi giorni del 2021.

Il nuovo decennale benchmark con scadenza 1/08/2031 vedeva la guidance sul rendimento con sei punti base di premio rispetto all’attuale decennale, scesa poi a 4 punti base a fine collocamento. Molto consistente la domanda, che ha raccolto ordini per 65.5 miliardi il rendimento dello 0.604%, 4 punti base sopra il Btp che matura a gennaio dello stesso anno. Cedola fissata al 0.6% con prezzo d’emissione 99.969 (codice Isin IT0005436693) per un totale di 10 miliardi con taglio mille euro con multipli di mille. L’alto numero di richieste e la conseguente riduzione del rendimento iniziale non ha permesso in grey market al titolo di performare, rimanendo sotto il prezzo di collocamento.

Insieme al decennale il Tesoro ha proposto un nuovo Btpei extra lungo con scadenza 15/05/2051 con uno spread iniziale di 24 punti base  sopra il benchmark, sceso poi a 22 rispetto al titolo con scadenza a settembre 2041 equivalente ad un rendimento dello 0.177%, che ha ricevuto richieste per 16.6 miliardi di euro. L’emissione è stata di quattro miliardi, Isin IT0005436701, la cedola è stata dello 0,15% ed il prezzo di 99,208, per cui il rendimento lordo finale è stato dello 0,177%, salvo poi la parte legata all’inflazione europea.

Attiva anche la Spagna con incrementi da un miliardo rispettivamente per i Bonos 0.8% 2027 e per lo 0.1% 2031; per la parte lunga, il Bonos 4.9% 2040 è stato aumentato di 465 milioni.

Terminato il roadshow delle scorse settimane è stato collocato il titolo della Repubblica di San Marino  della durata triennale. L’operazione era attesa da mesi. Nello scorso ottobre, ci fu un tentativo in tal senso, ma non se ne fece nulla per la scarsa risposta ricevuta dagli investitori, la quale avrebbe reso l’emissione eccessivamente onerosa. Invece, il collocamento dei 340 milioni ha ottenuto un buon riscontro con una domanda che ha raggiunto 1.4 miliardi. Il rendimento è stato fissato al 3.25%, rivisto al ribasso da un iniziale 3.75%. Taglio minimo del titolo 100mila euro con multipli di mille, Isin XS2239061927, il bond ha performato bene nel grey market successivo con prezzi superiori di un punto rispetto al prezzo d’emissione.

Lo Stato di Berlino sta collocando una nuova emissione obbligazionaria senior con scadenza febbraio 2036 con un rendimento atteso di un punto sopra il tasso midswap di riferimento, sulla stessa scia anche lo Stato Federale Rhineland Palatinate con un’obbligazione per 500 milioni sulla scadenza febbraio 2028 con un rendimento iniziale di 6 punti base sotto il tasso midswap di riferimento, uscita poi con cedola dello 0.01% al prezzo di 102.11 che esprime un rendimento negativo del 0.288%. Isin DE000RLP1262 e taglio da mille euro con multipli di mille.

Le nuove obbligazioni corporate sotto i riflettori

Rimane una buona attività anche sul fronte corporate dove il colosso energetico russo Gazprom è tornato sui mercato con  un nuovo  bond in euro a sei anni, a distanza di sole tre settimane  dall’eurobond in dollari ad otto anni. Il bond avrebbe dovuto offrire  un rendimento compreso tra l’1.75%-1.875%, ma è stato rivisto al ribasso in area 1,5-1,55%. A fronte di 1 miliardo di euro offerto, gli ordini hanno superato i due miliardi, consentendo alla società di contenere i costi di indebitamento all’ 1.50%. Si tratta di titoli con rating “investment grade”: Baa2/BBB, Isin XS2301292400 e taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille.

Intesa SanPaolo ha collocato una coppia di bond senior di tipo non preferred con scadenza a cinque (24 febbraio 2026) e dici anni (24 febbraio 2031), prima emissione di questo tipo per la banca.  In entrambi i casi si tratta di bond a tasso fisso, l’importo nominale è stato fissato ad 1 miliardo per la tranche a cinque anni e 750 milioni per quella a dieci anni, particolarmente attesa dagli investitori ha registrato ordini per circa 2.5 miliardi per la scadenza a cinque anni e circa 1.6 miliardi per la scadenza a deici anni. Il rendimento offerto è pari a 105 punti base sul midswap per la scadenza a cinque anni e 140 punti base per la scadenza a dieci anni con una riduzione di circa 20 punti base rispetto alla guidance iniziale.  Nello specifico il cinque anni ha cedola 0.625%, isin XS2304664167 con taglio minimo da 250mila euro con multipli di mille; cedola dell’1.35% per il decennale, Isin XS2304664597, stesso taglio minimo e rating Ba1/BBB-.

In  Italia solo recentemente le banche hanno iniziato ad emettere queste obbligazioni (senior non preferred bond), pertanto ci sono ora sul mercato solo sette bond, treemessi da Ubi, uno  da Bpm, uno da Mediobanca, due da Unicredit, tutti con taglio minimo da 250mila euro”.

UBS è tornata sul mercato con un doppio deal in euro: un miliardo di euro sulla scadenza febbraio 2028 e 1.25 miliardi sulla scadenza febbraio 2033. Sulla scadenza a sette anni le prime indicazioni di rendimento erano state di 75/80 punti base sul tasso midswap, in area 90 punti base per la tranche a 12 anni. Buona la domanda che ha superato i 5.5 miliardi di euro ed ha contribuito ad abbassare il rendimento finale a 55 punti base sopra il tasso midswap per la tranche a sette anni e 65 punti base per la tranche a 12 anni. Nel dettaglio: il bond scadenza 2028 (CH0595205524) paga una cedola annua lorda dello 0.25%, prezzo  99.461 equivalente a un rendimento dello 0.328%, il bond scadenza 2033 (Isin CH0595205532) paga una cedola annua lorda dello 0.625%, prezzo 98.673 equivalente ad un rendimento dello 0.741%. Lotto minimo di negoziazione 200mila euro con multipli di mille e rating A-/A+.

Esaurito in pochissimo tempo il bond convertibile da 1 miliardo di euro con scadenza 2028 collocato da Nexi. L’obbligazione non ha cedola e servirà a coprire parte dell’indebitamento da 1.7 miliardi della società olandese, già garantito dalle banche, Isin  XS2305842903.

Molto interesse per il collocamento in euro di H&M per 500 milioni con scadenza ad 8.5 anni; il book ha superato i 4.5 miliardi per un rendimento iniziale stimato a ms + 60, Isin XS2303070911.

Sul fronte dollaro nuova emissione di Ford per 750 milioni con scadenza nel 2028 e cedola del 2.9%. Taglio minimo da 200mila dollari con multipli di mille, rating Ba2/BB+/BB+ (Isin US345397B512).

Rendimento più alto per la United States Steel, a causa della crisi del settore metalli e minerario. Il titolo emesso per 750 milioni ha una cedola del 6.875% con scadenza nel 2029, isin US912909AU28 con rating Caa2/B-/CCC+ e taglio minimo da 1mille dollari con multipli di mille.

Perpetual per Citigroup con 2.3 miliardi d’emissione con prima call nel 2026, cedola del 3.875% e taglio minimo da mille dollari con multipli di mille. Rating per il subordinato Ba1/BB+/BBB- ed Isin US172967MV07.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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