Wall Street: aumentano scommesse ribassiste su titoli tecnologici

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di Luca Spoldi 30 Agosto 2018 | 10:17

Titoli high-tech, aumentano i ribassisti

Nonostante la corsa delle quotazioni, i titoli tecnologici americani non sembrano ancora godere di troppa fiducia da parte dei grandi investitori professionali. Le posizioni “corte”, ossia le scommesse di nuovi ribassi delle quotazioni di Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Alphabet, ossia la holding che controlla Google, hanno infatti raggiunto il controvalore di 37 miliardi di dollari al 28 agosto scorso secondo dati diffusi da Bloomberg.

In un anno “short” cresciuto del 42%

Si tratta di un incremento del 42% rispetto alle posizioni corte che risultavano aperte 12 mesi or sono. Secondo alcuni analisti proprio il continuo e consistente rialzo delle quotazioni negli ultimi 12 mesi ha indotto sempre più gestori ad aprire posizioni corte per proteggere la propria esposizione al settore tecnologico.

Su Alibaba si concentrano posizioni “corte”

Le scommesse ribassiste sui tecnologici rappresentano da sole la metà di tutte le posizioni corte aperte al momento a Wall Street. Guardando ai singoli titoli, si nota peraltro come quello giudicato maggiormente a rischio paia essere Alibaba (su cui sono aperte posizioni ribassiste per 18,6 miliardi di dollari), ben più di quanto non siano giudicate esserlo Tesla (10,5 miliardi di dollari di “short”), Amazon (9,7 miliardi) o Apple (9,4 miliardi).

Meno sfiducia su Microsoft e Facebook

Ancora consistenti ma decisamente più contenute le posizioni al ribasso su Alphabet/Google (7 miliardi), Netflix (5,8 miliardi), Microsoft (5,1 miliardi) o Facebook (4,8 miliardi). Negli ultimi 12 mesi i rialzi dei titoli high-tech hanno pesato per circa la metà del rialzo segnato dall’indice Nasdaq, ma l’andamento dei singoli titoli è stato molto divergente e questo spiega anche la differente consistenza delle scommesse ribassiste.

La corsa al rialzo induce alla prudenza

Se Netflix con un +110% a 12 mesi resta uno dei vincitori assoluti del mercato nell’ultimo anno, il misero +3,5% segnato da Facebook lo fa apparire già ora molto meno a rischio al pari di Alibaba (+4,2%), che però potrebbe essere penalizzata dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Lo stesso non si può dire di Amazon, salita negli ultimi 12 mesi del 106,5% o di Microsoft, che con un +54% segnato nell’ultimo anno ha portato a casa un guadagno superiore a quello segnato da Alphabet/Google, pari a “solo” il +34,5%.

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