Decreto Liquidità, garanzie pubbliche su 400 miliardi di prestiti alle aziende

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di Luca Spoldi 7 Aprile 2020 | 12:14

Decreto Liquidità: altri 400 miliardi di aiuti in arrivo

Il Decreto Liquidità varato ieri dal governo mette a disposizione 400 miliardi di euro di liquidità immediata (200 miliardi per il mercato interno, altrettanto per il sostegno all’export) che si vanno a sommare ai 350 miliardi di euro già previsti dal Decreto Cura Italia del mese scorso, come ha sottolineato il premier Giuseppe Conte in diretta televisiva ieri sera. In tutto, dunque, 750 miliardi di euro, pari a “quasi la metà del nostro Pil”, cui si sommeranno ulteriori risorse che saranno stabilite nel Decreto Aprile annunciato in arrivo per metà mese.

Lo stato garantirà i prestiti di banche e finanziarie

Ma come funzionano questi nuovi aiuti? Sace, società che “resterà nel perimetro di Cassa depositi e prestiti” ha precisato Conte, smentendo così le voci di un passaggio diretto sotto il controllo del Tesoro, garantirà i finanziamenti per le aziende più grandi, mentre il Fondo di garanzia per le Pmi si farà carico di garantire i finanziamenti per tutte le imprese con meno di 500 dipendenti. I finanziamenti stessi saranno erogati “attraverso i canali finanziari tradizionali” (ossia banche e società finanziarie, ndr) e dovrebbero avere tassi d’interesse compresi tra lo 0,2% e 0,5% annuo, con restituzione fino a 6 anni e inizio del rimborso non prima di 18-24 mesi dall’erogazione iniziale. La misura della garanzia varierà a seconda della tipologia di finanziamento e del beneficiario.

Fino a 25 mila euro garanzia del 100% per tutti

Per i prestiti fino a 25 mila euro è prevista per tutti una procedura super agevolata, senza istruttoria né da parte delle banche né da parte del Fondo centrale di garanzia, resa possibile da una garanzia pubblica pari al 100% dell’importo erogato. Per prestiti fino a 800 mila euro e per chi ha un fatturato inferiore ai 3,2 milioni di euro la garanzia pubblica resterà del 100% ma ci sarà una valutazione dell’impresa fatta dal Fondo centrale di garanzia (in base ai bilanci degli ultimi due anni). Oltre gli 800 mila euro e fino a 5 milioni di euro di prestito la garanzia scenderà al 90%, sempre previa valutazione del Fondo centrale di garanzia, ma potrà risalire al 100% attraverso l’intervento dei Confidi (ove si facciano carico del rimanente 10% di garanzia).

Per le grandi aziende scende in campo Sace

Per le aziende di maggiori dimensioni, ossia da 500 dipendenti in su, a garantire i prestiti non sarà il Fondo centrale di garanzia ma la Sace. In questo caso la garanzia sarà del 90% per aziende con meno di 5 mila dipendenti e un fatturato fino a 1,5 miliardi di euro, all’80% per aziende con fatturato tra 1,5 e 5 miliardi e del 70% per chi fattura oltre i 5 miliardi di euro. Tutte le norme previste dal Decreto Liquidità dovranno naturalmente ottenere il preventivo via libera della Commissione Ue per non essere considerate un indebito aiuto di stato, ma visto che l’emergenza coronavirus ha fatto saltare il rigore europeo, tale approvazione è prevista in tempi celeri.

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