Sempre fedeli al multibrand

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Ragaini (Banca Generali) presenta LUX IM che inizierà con venti comparti.

di Redazione23 aprile 2018 | 09:25

Incertezza sul ritmo di rialzo dei tassi dalle banche centrali e volatilità tornano ad allarmare gli investitori, che negli ultimi anni si erano assuefatti a mercati fin troppo compiacenti. Le incognite sull’inflazione e l’incidenza delle variabili geopolitiche contribuiscono poi a riportare al centro dell’attenzione il concetto di rischio e di protezione dei
portafogli. Paradigmi su cui una realtà come Banca Generali ha costruito il proprio modello di consulenza e soluzioni dedicate nell’offerta. L’ultima di queste riguarda la Sicav LUX IM, nome che richiama sia alla fabbrica prodotto lussemburghese della banca artefice delle strategie, sia alla luce innovativa che porta sulle gestioni.

RIPARTIZIONE DEL RISCHIO – “Siamo partiti dall’analisi delle esigenze dei nostri clienti, che per una realtà private come la nostra si indirizzano al controllo dei rischi, alle capacità di generare certezze per il futuro e approfondire la tecnologia, per poi arrivare a una gamma di gestioni di fondi, fondi di fondi, multi asset, liquid alternative, azionari e obbligazionari, dove la strategia non parte dall’asset class, ma dal concetto di ripartizione del rischio” spiega Andrea Ragaini (nella foto), vice direttore generale di Banca Generali. In partenza in questi primi giorni del secondo trimestre Lux Im vanta in questa prima fase venti nuovi comparti che si aggiungono ai diciotto in essere dalle esperienze migliori della precedente Bg Sicav. Entro la fine dell’anno ci saranno altre due fasi di allargamento della gamma fino ad arrivare a oltre sessanta soluzioni a disposizione. “Il focus di questa sicav innovativa è su quattro macro famiglie di investimenti che riflettono: le migliori novità dell’industria dell’asset management, le aspettative di controllo della volatilità sui mercati, i grandi trend dominanti nel lungo periodo, e i bisogni primari della clientela”
aggiunge Ragaini.

QUATTRO MACRO FAMIGLIE –  Nel primo caso s’è guardato a quelle case e famiglie di comparti in grado di generare alpha, ovvero di sovraperformare i mercati di riferimento, e in particolare nel mondo del credito cogliendo
expertise sul mondo corporate e high yield, ma anche commerciale ed emergente. Nel secondo il principio di risk mitigation diventa dominante, ricercando strategie all’avanguardia nella matematica quantistica che grazie alle rinnovate potenze di calcolo riescono a generare gestioni a bassa volatilità molto efficaci. I long term trend coinvolgono fondi che seguono con attenzione i riflessi dei cambiamenti demografici, dei consumi dei millennial,
l’evoluzione energetica e della tecnologia. In questa direzione si inseriscono delle novità importanti tra i prodotti Esg, ovvero dedicati alla tutela dell’ambiente e al rispetto dei paradigmi di sostenibilità, così come all’innovazione con una gestione che selezionerà le applicazioni più costruttive della blockchain grazie al ruolo di advisor di uno specialista industriale nel campo come Reply. Infine, il quarto macro tema coinvolge comparti orientati alla ricerca di income, con fixed income, equity e multi asset che sanno miscelare bene il credito con la selezione di società dai dividendi interessanti.

CONTROCORRENTE – “In un mondo della consulenza che per l’evoluzione della Mifid tende a stringere i cordoni
dell’offerta e portare all’interno delle proprie società le proposte di prodotto – conclude Ragaini – il cammino di Banca Generali va controcorrente restando fedeli alle proposte multi-brand che valorizzano la consulenza lasciando
ai professionisti l’opportunità di un prodotto flessibile nelle scelte, competitivo nei costi, e unico nella capacità di mettere insieme le migliori novità dall’asset management internazionale”.

di Matteo Mediola


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