Investimenti, la spinta dei fondamentali per le azioni

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di Redazione 22 Novembre 2022 | 12:39

A cura di Martin Moeller, Co-Head of Swiss and Global Equity e Ariane Kesrewani, Senior Investment Specialist – Swiss & Global Equities di UBP

Il rapido aumento dell’inflazione globale ha costretto le banche centrali ad abbandonare il loro posizionamento pro-ciclico e adottare una politica monetaria restrittiva, anche se il contesto macroeconomico e geopolitico ha continuato a deteriorarsi. L’inasprimento monetario ha provocato ampie correzioni sui mercati, in particolare sugli asset di lunga durata come i titoli azionari growth e quality.

A differenza dei precedenti periodi di crisi, il peggioramento del quadro economico non è stato finora accompagnato da una revisione delle aspettative di crescita degli utili. Con i principali mercati azionari che ora scambiano al di sotto o nei pressi dei multipli di valutazione medi storici, vediamo un minor rischio di un ulteriore declassamento. Tuttavia, potrebbe essere necessario rivedere al ribasso le aspettative sugli utili per tenere conto del rallentamento della crescita globale e i prezzi degli asset dovrebbero infine correggere a favore dei segmenti di mercato più difensivi e di qualità.

 

Estendere l’orizzonte d’investimento

L’analisi dei grandi cali nel mercato azionari della storia recente rivela che approfittare di punti d’ingresso interessanti è vantaggioso nel medio-lungo termine. Le performance a 5 o 10 anni registrate dopo i minimi di mercato sono state in genere superiori alla media. I mercati azionari hanno dimostrato di essere guidati, nell’arco dell’intero ciclo, dai fondamentali e dalla sopravvivenza delle società più forti, piuttosto che da rotazioni settoriali di breve durata; da qui la necessità di individuare le società che offrono rendimenti reali interessanti nel medio-lungo periodo.

 

Il pricing power è fondamentale

In periodi di inflazione, i costi operativi delle aziende aumentano di solito più rapidamente e su scala maggiore di quanto possano essere trasferiti ai clienti. È quindi importante valutare l’elasticità della domanda di prodotti e servizi in diversi settori per valutare il potere di determinazione dei prezzi di un’azienda. Con l’aumento dei tassi di interesse, aumenta anche il costo del capitale delle aziende, in quanto aumentano i pagamenti degli interessi sui prestiti a tasso variabile e diventa più costoso il rifinanziamento del debito a lungo termine a tasso fisso.

 

La chiave è il flusso di cassa

Se un’azienda riesce a trasferire i costi più elevati ai propri clienti senza perdere volume di vendite e senza compromettere la propria capacità produttiva e la qualità, i suoi flussi di cassa non dovrebbero essere divorati dall’inflazione e possono offrire agli investitori un potenziale di rendimento reale interessante. Da questo punto di vista, la qualità del bilancio di un’azienda e la sua capacità di generare flussi di cassa forniscono un’indicazione migliore della sua competitività e della sostenibilità dei suoi rendimenti in contesti di mercato avversi rispetto al confronto di multipli basati sugli utili per azione.

 

Concentrarsi su fondamentali solidi

Un processo di investimento coerente e disciplinato alla ricerca di società che creano valore in tutte le condizioni di mercato rimane fondamentale, e non si deve assecondare il sentiment di mercato di breve termine. Tentare di indovinare i tempi dei trend inflazionistici e le rotazioni settoriali potrebbero rivelarsi inefficaci per gli investitori di medio-lungo termine perché, nell’arco di un intero ciclo, i mercati azionari rimangono guidati dai fondamentali.

La principale fonte di generazione di alfa nel medio-lungo termine per tutte le strategie gestite dal nostro team è sempre stata la selezione dei titoli, piuttosto che il posizionamento settoriale, regionale o di stile. L’attuale fase del ciclo economico potrebbe rappresentare un punto di ingresso interessante, in quanto gli investitori dovrebbero tornare ad apprezzare livelli di creazione di valore prevedibili e sostenibili se la recessione economica globale dovesse continuare.

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