Asset allocation, obbligazionario emergente: due rischi da monitorare attentamente

“Riteniamo che il debito dei mercati emergenti abbia assunto due andamenti nel corso del 2023. Da un lato, abbiamo assistito a una consistente incertezza sul piano macroeconomico, a fronte delle incerte prospettive per crescita e inflazione. Ciò ha fatto sì che gli asset privi di rischio, ovvero i tassi statunitensi, fossero uno degli asset più volatili. Dall’altro lato, però, abbiamo osservato un continuo miglioramento dei fondamentali dei mercati emergenti, compreso un atteggiamento molto più aggressivo da parte dei governatori delle banche centrali, che è rimasto costante negli ultimi tre anni”. Ad affermarlo è Polina Kurdyavko, Head of BlueBay Emerging Markets di RBC BlueBay, che di seguito spiega nei particolari la view.

Le azioni delle banche centrali hanno sospinto l’inflazione al ribasso, portandola, negli ultimi 12 mesi, a una sola cifra nella maggior parte dei Paesi emergenti. Abbiamo osservato, inoltre, una politica fiscale molto rigorosa. Mentre assistiamo a questo quadro positivo, se così si può dire, a livello di politica monetaria e fiscale, rileviamo anche una crescita molto resiliente sui mercati emergenti, e le previsioni per quest’anno e il prossimo sono vicine al 4%, un dato che non risente del più ampio rallentamento globale.

Caccia al rendimento

Siamo piuttosto costruttivi sull’asset class. Questo perché, anche se si è registrato un miglioramento fondamentale, e comunque, se non un miglioramento, almeno una resilienza, stiamo iniziando l’anno con un livello di rendimenti più alto rispetto a quello di fine anno e, in alcune sub-asset class, anche con livelli elevati di spread. Riteniamo quindi che, come punto di partenza, il 2023 ci abbia offerto un livello d’ingresso interessante dal punto di vista della valutazione dell’asset class, e che potenzialmente potrebbe fornirci un’opportunità di generare ricavi a due cifre in presenza di un contesto favorevole.

Poiché il reddito fisso è una asset class asimmetrica, in cui la cedola rappresenta il rendimento e la perdita di capitale il rovescio della medaglia, riteniamo che l’opportunità offerta dai debiti dei mercati emergenti parta da un livello di rendimento molto elevato e da aspettative di default molto basse. Per l’anno prossimo, prevediamo un default vicino allo zero nel debito sovrano e un default di metà ciclo nel debito societario; ciononostante il livello di spread e rendimenti d’inizio anno è elevato.

I rischi da monitorare

Per quanto riguarda i rischi, li suddividerei in due aree. In primo luogo, i rischi macroeconomici e, in particolare, la volatilità dei tassi core. Se la Fed non inizierà a tagliare i tassi quando il mercato si aspetta, è probabile che gli asset rischiosi più in generale si troveranno in difficoltà, come abbiamo già visto, in alcuni casi, quest’anno.

La seconda parte del rischio è di natura fondamentale e riguarda, a tutti gli effetti, i prezzi delle materie prime in generale. Per questo motivo, in termini di posizionamento, preferiamo puntare su titoli legati alle materie prime di qualità superiore, sia in ambito sovrano sia corporate, piuttosto che su titoli ad alto rendimento o a più alto rischio, considerata l’incertezza attorno ai prezzi delle materie prime entrando nel prossimo anno. Infine, un ultimo aspetto, ma non meno importante: a nostro avviso, la geopolitica continuerà a dominare i titoli dei giornali, ma è improbabile che abbia un impatto significativo sulla performance dell’asset class nel corso del 2024.

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