Consulenti, Bankitalia boccia Anasf

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Andrea Giacobino di Andrea Giacobino 6 Dicembre 2019 | 08:30
Via Nazionale respinge la richiesta di riconoscere ai cf la persona giuridica. “Non possiamo modificare il TUF”.

Banca d’Italia boccia Anasf sulla possibilità che i consulenti finanziari abbiamo persona giuridica. Lo si scopre leggendo i documenti che Via Nazionale ha pubblicato ieri sera sul suo sito dopo aver chiuso lo scorso 23 ottobre la consultazione pubblica sulle nuove disposizioni di recepimento del pacchetto MiFID2/MIFIR, limitatamente alle osservazioni pervenute sulla parte II dello schema di disposizioni, contenente le modifiche alla disciplina della Circolare n. 285/2013 sull’autorizzazione alla prestazione di servizi e attività di investimento da parte delle banche italiane, nonché sulla prestazione di tali servizi e attività da parte di banche estere in Italia e di banche italiane all’estero. 

Bankitalia precisa che non è stata accolta la richiesta, proveniente da Anasf, di riconoscere la possibilità che i consulenti finanziari italiani abilitati all’offerta fuori sede, in qualità di agenti collegati per la prestazione di servizi di investimento per conto di banche e imprese di investimento, possano costituirsi anche in forma di persona giuridica. La bocciatura è stata motivata dalla banca centrale in quanto “il TUF consente alle sole persone fisiche di assumere il ruolo di consulente finanziario italiano abilitato all’offerta fuori sede in qualità di agente collegato”. Inoltre “le disposizioni di vigilanza della Banca d’Italia non possono modificare quanto previsto dalle norme di livello superiore; coerentemente, si limitano a richiamarle e, ove necessario, a integrarle nei limiti della competenza riconosciuta dall’ordinamento.

Maurizio Bufi, presidente di Anasf, firmando la lettera di commento alla consultazione aveva sostenuto che l’associazione evidenziava “il mancato recepimento nell’ordinamento nazionale della figura dell’agente collegato (tied agent) MiFID II in forma di persona giuridica a fronte della qualificazione del consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede quale agente collegato persona fisica”. Second Anasf c’era “la necessità di completare l’armonizzazione della norma italiana con quella europea recependo nell’ordinamento nazionale l’istituto dell’agente collegato persona giuridica, ponendo così rimedio all’anomalia che vede l’Italia unico paese dell’Unione europea a non contemplare tale forma giuridica: una difformità che non garantisce la parità di regole e di opportunità tra operatori italiani e di altri Stati membri e che, più in generale, si pone in contrasto con le libertà fondamentali del mercato interno sancite dal Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”. 

Per Anasf “l’aggiornamento del quadro normativo richiesto si accompagnerebbe alla previsione di puntuali requisiti sia per i soci che per gli amministratori e, in particolare, lo svolgimento dell’attività di offerta fuori sede per conto della società verrebbe riservato in via esclusiva a consulenti finanziari iscritti all’Albo unico”. Inoltre consentirebbe ai consulenti finanziari “di organizzarsi in società, analogamente a quanto accade per altri soggetti come le società di consulenza finanziaria e gli agenti di assicurazione”. Infine “la formula societaria favorirebbe inoltre l’inserimento dei giovani tramite l’affiancamento da parte di figure più esperte, rispondendo in tal modo alle esigenze di ricambio generazionale del settore”. 

Ma Banca d’Italia non ci sente: il TUF non si tocca.

CLICCA QUI PER LEGGERE IL RESOCONTO DELLA CONSULTAZIONE

CLICCA QUI PER LEGGERE LA LETTERA DELL’ANASF

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