Consob castiga i pf, boom di radiazioni nel 2015

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di Marco Muffato 9 Maggio 2016 | 13:00
L’authority guidata da Giuseppe Vegas ha reso noti i risultati dell’attività di vigilanza nei confronti dei promotori finanziari, ora consulenti abilitati all’offerta fuori sede. Più che raddoppiati i provvedimenti più gravi come le radiazioni dei professionisti, in forte aumento anche le sospensioni a tempo determinato.

 I PROVVEDIMENTI CONTRO GLI EX PF – In margine all’incontro annale con il mercato finanziario, la Consob guidata da Giuseppe Vegas (nella foto) ha reso noti i risultati dell’attività di vigilanza effettuata sugli intermediari, tra cui i promotori finanziari (ora consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede). Con riferimento ai promotori finanziari, nell’anno 2015 sono stati adottati complessivamente 122 provvedimenti sanzionatori (quasi il doppio, erano stati 68 nel 2014), di cui 83 radiazioni dall’Albo e 39 sospensioni a tempo determinato (da un minimo di un mese a un massimo di quattro mesi). La Commissione ha inoltre adottato 30 provvedimenti di sospensione cautelare dall’esercizio dell’attività (21 provvedimenti di sospensione per un periodo di 60 giorni, ex articolo 55, comma 1, del Tuf, e nove provvedimenti di sospensione per un periodo di un anno, ex art. 55, comma 2, del Tuf). Sono state effettuate, infine, 76 segnalazioni all’Autorità giudiziaria per fatti penalmente rilevanti emersi nel corso delle istruttorie svolte. Nella tabella in basso sono consultabili i dati completi dei provvedimenti Consob presi nel 2015, che evidenzia il netto aumento delle sanzioni, e il raffronto con gli anni precedenti. 

 
SEGNALAZIONI E PROCEDIMENTI AVVIATI  -  Nel 2015 sono pervenute 377 segnalazioni (a fronte delle 351 del 2014). Sono state effettuate 190 richieste di dati e notizie agli intermediari relative a promotori finanziari (a fronte delle 246 dell’anno precedente) e sono stati avviati 87 procedimenti amministrativo-sanzionatori (97 nel 2014). Le tipologie di infrazioni più gravi e ricorrenti sono state l’acquisizione della disponibilità di somme o di valori di pertinenza degli investitori (spesso perfezionata mediante la falsificazione della firma del cliente su modulistica contrattuale o tramite l’utilizzo da parte del promotore dei codici di accesso telematico ai rapporti bancari intestati all’investitore); la comunicazione o trasmissione all’investitore di informazioni o documenti non rispondenti al vero (in particolare, la consegna di rendiconti artefatti e la simulazione di operazioni di investimento); infine, il compimento di operazioni non autorizzate dal cliente.
 

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