Certificati: come sfruttare Amazon e la scalata di Bezos alle rinnovabili

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di Redazione 29 Giugno 2021 | 10:32

Sempre più società stanno puntando ampie risorse verso le energie rinnovabili. Le società tecnologiche americane stanno destinando sempre più denaro su questi progetti, tentando di creare nuove fonti di energia per due motivi: il primo è sostituire il consumo di elettricità generato dalle fonti fossili, il secondo è soddisfare parte del crescente consumo globale di energia in un contesto in cui gran parte dei Governi del mondo stanno cercando di incentivare la decarbonizzazione.

In quest’ottica, gli ultimi progetti di Amazon riguardano sette Stati USA, il Canada, la Finlandia e la Spagna per un totale di dieci gigawatt creati tramite le rinnovabili. Queste nuove strutture serviranno per fornire energia alle attività del gruppo, tra cui Amazon Web Services, e saranno attive tra uno e tre anni. Quando ciò accadrà, la Renewable Energy Buyers Alliance evidenzia come l’azienda di Jeff Bezos sarà l’acquirente più grande al mondo per quanto riguarda le energie pulite da parte delle società.

A spingere questo tipo di iniziative sono la continua crescita dell’uso dei dati e delle elaborazioni informatiche. L’impatto di queste attività è evidente in un articolo di Science del 2020, dove si evidenzia come i data center siano i responsabili di circa l’1% del consumo mondiale di elettricità. I gruppi tech USA stanno spingendo gli acquisti di progetti di acquisto anche da parte di altre compagnie tecnologiche in un contesto in cui gli istituti di credito tendono a non finanziarli visto che tali piani richiedono investimenti ingenti e molto tempo per essere recuperati.

Guardando al business dell’e-commerce, è da segnalare come Amazon abbia concluso da poco il Prime Day, un evento dalla durata di due giorni che prevede diversi sconti. In 48 ore, il colosso dell’e-commerce ha venduto oltre 250 milioni di prodotti con un ricavo stimato da alcuni analisti pari a 3,8 miliardi di dollari, solo il 7% in più rispetto al 2020. Diversi i motivi che non hanno fatto decollare la crescita, in primis il fatto che l’evento è stato fatto solo otto mesi dopo il precedente, in cui molte persone hanno effettuato gli acquisti per prepararsi alle vacanze natalizie. Oltre a questo è da evidenziare come tra i due Prime Day si siano verificate numerose riaperture di negozi dopo le chiusure per la pandemia. Interessante a tal proposito osservare come una ricerca di Adobe Analytics abbia evidenziato come le vendite online di tutti gli e-commerce nella due giorni di Amazon si siano attestasti a oltre 11 miliardi di dollari, il 6,1% in più rispetto all’evento 2020.

Il quadro tecnico di Amazon

Le quotazioni di Amazon hanno iniziato a scendere a ridosso della resistenza fornita dai massimi del 2 settembre 2020. I prezzi sembrano quindi mirare al test della linea di tendenza ottenuta collegando i minimi del 5 marzo a quelli dell’11 maggio 2021, dove passa anche la media mobile a 50 giorni. Una rottura di questo ostacolo darebbe ai venditori l’opportunità di tornare verso l’area compresa tra la soglia psicologica dei 3.000 dollari e il supporto a 2.890 dollari, espresso dai minimi del 24 luglio 2020. La tendenza continua comunque ad essere orientata al rialzo, e solo una rottura dei sostegni menzionati prima potrà inficiare la struttura ascendente di medio periodo. Il trend potrà invece continuare in caso di violazione del livello di concentrazione di offerta citato prima.

I certificati di Vontobel comprendenti Amazon


A cura di Vontobel Certificati

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