Covid e media: il futuro è ibrido

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di Redazione 3 Febbraio 2022 | 13:31

FINCOM Alliance, network di agenzie indipendenti specializzate nelle attività di comunicazione per le società che operano nel settore finanziario, prosegue il percorso iniziato lo scorso anno per comprendere l’impatto reale avuto dalla pandemia sulle aziende e sui media che operano nel settore dei servizi finanziari.

Il sondaggio, pubblicato di recente, è la seconda parte di uno studio condotto a livello paneuropeo sugli effetti della pandemia nel mondo dei media e dei professionisti coinvolti. L’analisi ha visto la partecipazione di 76 giornalisti, basati in otto Paesi europei: Austria, Francia, Germania, Italia, Portogallo, Regno Unito, Spagna e Svizzera.

Aziende e media uniti nel rivalutare il digitale

I risultati di questo secondo sondaggio appaiono in linea con l’opinione espressa dai professionisti della finanza.

I canali digitali, infatti, sono diventati più importanti nelle strategie di comunicazione aziendale, così come nell’ambiente dei media. Non solo i media tradizionali, ma anche i social media hanno aumentato la loro influenza, soprattutto per quanto riguarda le attività di comunicazione, anche se molti giornalisti non vedono nei social il futuro della comunicazione del settore finanziario.

C’è una prospettiva comune anche sulla digitalizzazione del lavoro, con un riconoscimento generale che non ci sarà mai un ritorno a una situazione pre-2020 nella comunicazione, nemmeno nel futuro delle interviste e delle riunioni.

Se il passaggio da riunioni e conferenze in presenza a quelle digitali, imposto dalla pandemia, è stato considerato utile o abbastanza utile dal 67% degli intervistati, il 20% di loro ritiene che siano necessari miglioramenti affinché questi strumenti diventino il nuovo standard. Ciò si applica anche alle relazioni con i media, in termini di interviste e incontri. La stragrande maggioranza degli intervistati vede infatti nel futuro l’affermarsi di un modello ibrido tra interazioni digitali e di persona.

Una maggiore influenza, ma l’appetito è per contenuti personalizzati e informativi

La situazione pandemica ha portato i media ad espandere la loro influenza e ad acquisire importanza, creando al contempo appetito per ancora più contenuti. Infatti, il 38% dei giornalisti che hanno risposto al sondaggio ha dichiarato di apprezzare il ricevere tutto il materiale e le informazioni disponibili dalle aziende del settore finanziario, riservandosi di decidere successivamente a quale argomento specifico siano più interessati.

Nonostante si siano riscontrate alcune differenze tra i diversi Paesi, abbiamo osservato una tendenza comune nel tipo di contenuto ritenuto più rilevante per i giornalisti del settore, che prediligono principalmente commenti su scenari di mercato, seguiti da approfondimenti e case study. Inaspettatamente, i comunicati stampa sembrano essere la tipologia di contenuto meno apprezzata dal gruppo complessivo degli intervistati.

Gli intermediari rimangono rilevanti. In Italia apprezzata la creatività

Le ultime domande del sondaggio sono state poste per misurare la percezione del lavoro e dell’attività delle agenzie di PR da parte dei giornalisti. La maggior parte degli intervistati ha rivelato di contattare regolarmente le agenzie di comunicazione, dichiarando di essere soddisfatta del tipo di informazioni e della qualità del servizio fornito loro dagli uffici stampa.

Il 55% degli intervistati ha classificato l’efficienza come la caratteristica più apprezzata dei professionisti PR, in particolare in Francia, Portogallo e Regno Unito. I giornalisti italiani, dal canto loro, hanno affermato di apprezzare allo stesso modo creatività, proattività e conoscenza del settore finanziario delle agenzie con cui lavorano.

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