Investimenti, intelligenza artificiale: la view di Ubp

L’adozione dell’Intelligenza Artificiale generativa è ancora alle sue fasi iniziali, ma il successo ottenuto da applicazioni come ChatGTP è una dimostrazione dell’elevato interesse e della richiesta per algoritmi in grado di creare contenuti quali testi, immagini e persino codici software.

I primi impatti positivi dell’AI generativa hanno spinto la domanda di chip di fascia alta, utilizzati per addestrare modelli linguistici di grandi dimensioni. Ne hanno beneficiato principalmente aziende di semiconduttori specializzati nella produzione di unità di elaborazione grafica (CPU), come Nvidia.

Al tempo stesso, neppure le grandi aziende si trovano nella posizione di poter investire centinaia di milioni in chip per addestrare i loro modelli di AI. Per questo, si rivolgono ad aziende come Amazon, Microsoft e Google per affittare la loro potenza di calcolo. Grazie all’adozione dell’AI generativa, che ha alimentato le infrastrutture cloud, la crescita dei ricavi di Microsoft Azure ha raggiunto il 28% su base annua nel quarto trimestre del 2023 (l’IA ha rappresentato 6 punti percentuali).

In futuro a beneficiare dell’AI generativa saranno le aziende di software cloud che vogliono aumentare la facilità d’uso e l’automatizzazione delle loro applicazioni, due funzioni aggiuntive per cui potranno incrementare i propri prezzi.

Inoltre, gli sviluppatori di software vedranno la loro produttività aumentare fino a 55% grazie ad applicazioni di AI generativa come GitHub Copilot, che permetteranno loro di scrivere automaticamente e correggere linee di codice. La spesa per l’infrastruttura software, utilizzata per supportare e gestire l’ambiente IT, è stata messa al vaglio in quanto le aziende hanno cercato di ottimizzare la loro spesa IT dopo il periodo di rapida espansione del budget avuto durante la pandemia. I prezzi dell’infrastruttura software tendono a basarsi sull’utilizzo singolo invece che su un abbonamento, il che li rende più sensibili alle condizioni macroeconomiche; pertanto, questa dovrebbe trarre i maggiori benefici se e quando i budget IT si riprenderanno. L’adozione dell’AI generativa porterà inoltre le aziende a modernizzare la loro infrastruttura software per gestire e alimentare i modelli linguistici di grandi dimensioni con un maggior numero di dati. Ne beneficeranno i fornitori di database analitici (come Snowflake), di software per il monitoraggio delle applicazioni (come Dynatrace) e di strumenti per lo sviluppo di software (come GitLab).

I software applicativi sono utilizzati per automatizzare attività specifiche. Sfruttando l’AI generativa, per le aziende sarà più semplice automatizzare tutte le funzioni e persino ridurre l’organico. I grandi produttori di software applicativi come Microsoft, Salesforce e Adobe hanno già iniziato a incorporare l’AI generativa nelle loro soluzioni software (ad esempio Microsoft Copilot, Adobe Firefly e Einstein GPT di Salesforce). Sulla base delle funzionalità aggiuntive offerte dall’AI generativa, Microsoft ha posto il prezzo di 365 Copilot a 30 dollari al mese per utente, mentre Adobe ha aumentato la tariffa per il suo Creative Cloud di circa l’8%. Le applicazioni utilizzate in funzioni con un alto livello di interazione umana, come la gestione delle relazioni con la clientela, dovrebbero essere tra le principali beneficiare dell’automatizzazione guidata dall’AI generativa.

Il settore dei software come servizi (SaaS) attualmente vede scambi poco maggiori di 8 volte le vendite a termine, in linea con la sua media storica decennale, nonostante il forte rally di fine anno del 2023 dovuto all’aggiornamento delle previsioni sulla crescita dei ricavi.

L’adozione dell’AI generativa richiederà diverso tempo, soprattutto nei settori altamente regolamentati come quello sanitario e bancario. Tuttavia, i suoi casi d’uso saranno probabilmente molto più ampi di quanto possiamo immaginare oggi (per esempio, per la progettazione di nuovi farmaci o semiconduttori). Nel 2024, il settore dei software dovrebbe iniziare a vedere l’impatto positivo sui ricavi da parte dell’AI generativa, beneficiando anche di un contesto con tassi d’interesse più bassi.

A cura di Dimitri Kallianiotis, Investment Specialist di Ubp

 

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