Consulenti e fisco, la riforma dell’Irpef

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di Redazione 21 Maggio 2021 | 11:33

Aliquote Irpef, quoziente familiare, contenziosi più snelli, rafforzamento della compliance, agevolazioni per le imprese Tutte le proposte di Anasf per attuare una riforma tributaria. Il 22 marzo scorso il presidente di Anasf, Luigi Conte, ha partecipato a un’audizione presso le Commissioni Finanze e Tesoro di Camera e Senato per illustrare le posizioni della sua associazione sulla riforma fiscale. Su Bluerating.com uno speciale in puntate dedicato alle proposte dell’associazione. Primo appuntamento dedicato all’inquadramento civilistico e fiscale del consulente finanziario.

Secondo i dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), l’Irpef è l’imposta che assicura il maggior gettito che, con un importo di circa 191,6 miliardi di euro rappresenta da solo quasi il 40% delle entrate tributarie complessive. La maggior parte delle entrate dell’Irpef deriva dalla tassazione dei redditi di lavoro dipendente ed asSimilato (tipicamente le pensioni), mentre una parte minore discende dalle categorie dei lavoratori autonomi e degli imprenditori. La maggior parte dei soggetti passivi Irpef si colloca nelle fasce più basse di reddito con il 44% che dichiara redditi inferiori a euro 15.000 e circa il 50% nella fascia tra 15.00 e 55.000, mentre solo un numero residuale di contribuenti dichiara redditi superiori a euro 55.000. In qualità di imposta più importante sia in termini di gettito che come numero di contribuenti coinvolti, l’Irpef dovrebbe essere anzitutto di semplice comprensione ed applicazione per tutti i contribuenti, dovrebbe intervenire al fine di eliminare (o comunque limitare) le diseguaglianze sociali, perseguendo anche finalità di redistribuzione della ricchezza. Purtroppo, complici i costanti interventi normativi avvenuti negli anni e nella maggior parte dei casi non inseriti nel corpo dell’imposta (il Testo Unico delle Imposte Dirette -“Tuir”- di cui al DPR 22 dicembre 1986, n 917), ci troviamo oggi di fronte ad un’imposta molto complessa, di difficile comprensione per i contribuenti, incerta nella sua applicazione e con risultati in alcuni casi visibilmente differenti pur in presenza della medesima tipologia di reddito e delle medeSime caratteristiche del contribuente percettore. Appare quindi fondamentale che il Parlamento intervenga al fine di semplificare e razionalizzare l’Irpef ed Anasf è lieta dell’opportunità che le è stata data di poter fornire il proprio contributo in questo percorso che, siamo certi, porterà a un nuovo assetto normativo in campo tributario. A parere dell’Associazione le questioni più importanti su cui intervenire, anche in un’ottica di crescita generale del sistema Paese, sono:
– i giovani e le nuove iniziative imprenditoriali;
– la rimodulazione delle aliquote Irpef;
– il rafforzamento della compliance;
– il riordino della tassazione del reddito d’impresa;
– l’introduzione di un quoziente familiare;
– la riforma della giustizia tributaria.

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