Le conseguenze della politica economica di Trump sul trend dell’oro

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di Finanza Operativa 28 Aprile 2017 | 16:00

“Il successo o l’eventuale insuccesso della riforma fiscale annunciata da Trump avrà conseguenze dirette sul prezzo dell’oro”. A fare questa previsione è Joe Foster, Portfolio Manager di VanEck, nella sua più recente analisi del mercato, dove spiega: “Dopo due sconfitte, prima sulle restrizioni agli ingressi negli USA e poi sulla riforma sanitaria, si va a poco a poco raffreddando l’iniziale euforia dei mercati nei confronti di Trump. Queste battute d’arresto nella fase iniziale dell’amministrazione hanno sostenuto il prezzo dell’oro e fatto sì che il suo corso si stabilizzasse al di sopra della rilevante soglia dei 1.200 punti”.

La sorte della riforma fiscale dovrebbe quindi avere effetti simili secondo l’esperto. Certamente il successo di una riforma radicale potrebbe dare una spinta positiva alla presidenza di Trump. Però, viste le due precedenti sconfitte, sembra sempre meno probabile che il governo americano possa attuare le attese riforme a favore della crescita dell’economia, che i mercati azionari avevano anticipato dopo il voto, raggiungendo nuovi massimi. Secondo Foster “una terza sconfitta sulla riforma fiscale potrebbe causare una crisi di fiducia, il che determinerebbe un potenziale di crescita per il prezzo dell’oro“.

I sintomi dell’ingresso nella fase matura del ciclo economico si rafforzano

Oltre ad una possibile crisi di sfiducia sembrano moltiplicarsi i sintomi che indicano l’ingresso dell’economia statunitense in una congiuntura di fine ciclo “L’attuale fase espansiva e la corsa agli investimenti azionari sono tra i più lunghi della storia della Borsa“ – continua Foster – Sebbene la fase di rialzo dell’indice S&P 500, che dura ormai da otto anni, sia la seconda per durata dal 1928 e, con una crescita del 16,9 % all’anno, rappresenti la terza maggiore fase espansiva in questo periodo, il prodotto interno lordo è cresciuto solo dell’1,8% annuo negli scorsi otto anni”. Il mercato azionario sarebbe quindi storicamente di gran lunga sopravvalutato, presentando il rapporto prezzo-utili della bolla dot-com. Infine i bassi valori delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione che si riscontrano attualmente sarebbero, da un punto di vista storico, del tutto

tipici per gli ultimi mesi ed anni di una fase economica espansiva. Il sovrapporsi di difficoltà politiche per il nuovo governo americano e dei sintomi che l’economia degli Stati Uniti si trova in una fase di fine ciclo, fa pensare che stia aumentando il rischio di una recessione.

“Di fronte a una situazione simile questo sembra essere il momento giusto per mettesi al sicuro da perdite finanziarie e cominciare a riflettere sull’opportunità di navigare verso il porto sicuro offerto da un investimento in oro”- conclude Foster.

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