La situazione italiana e i nuovi bond governativi e corporate sotto la lente

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Avatar di Carlo Aloisio 4 Dicembre 2020 | 09:29

In un momento in cui vi è una netta distinzione tra i mercati, che anticipano la possibile ripresa economica post vaccino, e l’economia reale che si trascina in una spirale di crisi, la cui uscita ancora non vede neppure la luce fioca di una lucciola, ci sono dei “nipotini di Stalin” che fanno parte della maggioranza di Governo che pur di avere qualche minuto d’attenzione sui media, hanno avuto la geniale idea di concentrare buona parte del dibattito politico della settimana sulla tassa patrimoniale, invece d’impegnare le loro menti su idee di supporto alle imprese ed ai datori di lavoro per superare le difficoltà congiunturali, dimenticando tra l’altro che chi ha beni e ricchezza in genere produce anche posti di lavoro e consumi.

Purtroppo ci sono menti che non si sono accorte che il muro di Berlino è caduto nel 1989 e pensano ancora nella divisione sociale, retaggio di una cortina di ferro che non esiste più da tempo.

A questi illuminati che pensano ancora che attaccare il risparmio sia la soluzione dei mali del capitalismo è bene ricordare che gli effetti degli ultimi dieci anni sono stati devastanti a cominciare dal governo Monti, che forse nel panico di una situazione di crisi internazionale non si rese conto che introdurre tasse sul lusso come auto, barche ed altro ha portato ad un gettito nettamente inferiore di quanto lo stato incassava prima da Iva ed altri tributi connessi. Nel campo della nautica soprattutto, chi poteva permettersi uno yacht, si è rivolto verso società e porti internazionali e quello colpito è stato come al solito il ceto medio. Comunque queste tasse ci sono ancora, la sola abolita dal governo di larghe intese presieduto da Enrico Letta fu l’Imu sulla prima casa.

Dal punto di vista dei risparmi, oltre la tassazione su ogni cedola o dividendo del 12.5% per i governativi e del 26% sul resto, si è aggiunta una tassa fissa, vera e propria patrimoniale, che viene pagata trimestralmente dal 2011 in proporzione al proprio conto e deposito titoli.

Questo aveva portato molti “grandi capitali” a spostarsi verso Paesi a tassazione più morbida e come al solito a farne le spese è stato il risparmio di massa che non si è mosso. Attirare capitali è stato il punto di altri governi con vedute più moderne e l’introduzione di una flat tax a 100mila euro per chi veniva a risiedere con grandi patrimoni, che ha fruttato molto di più che altre leggi precedenti. Ragionando sul punto, è probabile che tale proposta rimarrà nel cassetto di chi l’ha pensata, infatti l’unico vero calcolo che conta realmente è quello elettorale, e qualunque governo si facesse propugnatore di simile decisione, darebbe solo benzina alle tesi dell’opposizione e vedrebbe il successivo risultato elettorale punito con percentuali da zero virgola.

La situazione sul mercato obbligazionario

Passando ai mercati, rimane sostanzialmente invariato il trend positivo del Btp con la curva decennale allo 0.6% e lo spread conto Bund a quota 115. Guardando a tutti i paesi dell’Eurozona si contano sulle dita di una mano quelli che sulla curva decennale abbiano ancora un rendimento positivo. Oltre a noi Cipro 0.14%, Lituania 0,12%, Portogallo 0,34%, Spagna 0,07%. Dietro di noi la sola Grecia ma vicinissima a quota 0,63%. Per il resto tutto negativo dal -0.15% della Slovenia al più alto -0.55% della Germania.

Le nuove emissioni di bond governativi

Sul fronte emissioni, è stato rinviato il debutto per il Btp green. La prima emissione sostenibile del governo italiano, prevista originariamente per quest’anno, con tutta probabilità verrà messa invece in rampa di lancio a inizio 2021.

Non è stata una settimana di aste ed offerte anche a livello internazionale, solo la Francia ha incrementato di un miliardo ciascuno quattro Oat, con scadenza rispettivamente nel 2032, 2036, 2041 e 2048.

Una particolarità arriva dall’isola portoghese di Madeira, la patria di Cristiano Ronaldo, che ha emesso 458 milioni di euro con scadenza 2034 al tasso dell’1.141%. Il rating dell’isola è Ba3/BBH, codice Isin PTRAMBOM0010 e soprattutto un taglio di 50mila euro con multipli di 50mila che non si vedeva da anni sui mercati.

Infatti fino a qualche anno fa le emissioni erano mediamente collocate con il taglio minimo di sottoscrizione da mille euro. Le molte contese giudiziarie a causa delle conseguenze di default eclatanti, tipo Parmalat, Lehman, ecc. ha portato a una netta divisione tra l’investitore retail e quello professionale, richiedendo differenziazioni marcate per le emissioni ad indirizzo retail. Per un certo periodo in attesa di regolamentazione, ci fu un tentativo di “scremare” il retail, con emissioni da 50mila di sottoscrizione minima, importo che si è via, via modificato in 100mila e oggi anche 200mila e 250mila per i titoli con subordinazione indirizzati ai clienti professionali.

Dopo un lungo periodo di turbolenza sui mercati, la sostituzione del governatore della Banca Centrale, sembra aver riportato un po’ di serenità per la Turchia che è tornata sui mercati. Ha riscosso infatti  successo l’emissione di un nuovo bond a dieci anni in dollari, scadenza 2031, raccogliendo 2,25 miliardi. Grazie all’elevata domanda, lo spread si è ristretto a 512 punti base dai 609 dell’asta di ottobre. Le obbligazioni decennali offrono una cedola annuale del 5.95% e rendimento al 6%. Rating B2, Isin US900123DA57 con taglio minimo 200mila dollari con multipli di mille.

Sulla scia di questo, la Municipalità Metropolitana di Instanbul ha data mandato a un gruppo di banche per emettere la sua prima obbligazione in dollari. Il bond avrà scadenza a cinque anni e importo massimo di 700 milioni di dollari, pari a circa 554 milioni di euro. Sarà senior e con rating assegnati BB-/B2 come per il Paese. Alla fine il collocamento è stato di 580 milioni con cedola del 6.375% e taglio minimo da 200mila dollari con multipli di mille e Isin XS2010029234.

Una serie di nuovi bond egiziani sono previsti in collocamento a dicembre. Il ministro delle finanze egiziano ha annunciato emissioni di T-bills e obbligazioni a medio-lunga scadenza per un valore complessivo di 246,5 miliardi di lire egiziane, pari a 13 miliardi di euro. Nel  dettaglio, ci saranno 12 offerte relative ad altrettanti bond medio-lunghi per 48,5 miliardi e 20 offerte per 198 miliardi di nuovi titoli a breve scadenza, tutte entro fine anno.

Le nuove emissioni corporate sotto i riflettori

Per la parte corporate è stata ancora una settimana pienissima.

Poste Italiane sfrutta il momento d’oro dei Btp ed hanno offerto due bond per un complessivo di un miliardo di euro, la doppia emissione avviene dopo sette anni di assenza dal mercato. L’ultima emissione a livello internazionale ha infatti avuto luogo il 25 ottobre 2013 quando venne collocato un senior unsecured. In questo ritorno ha collocato un bond a quattro anni e un secondo bond a otto anni, di 500 milioni di euro ciascuna. La prima, con scadenza il 10 dicembre 2024, viaggia in area +80 punti base in fase iniziale poi ridotto a +45 punti base, la seconda tranche, con scadenza il 10 dicembre 2028, offerta con rendimento iniziale di +120 punti base sopra il tasso midswap poi ridotto a +85 punti base. Forte l’interesse deglli investitori sulle due tranche con ordini che hanno raggiunto 1.7 miliardi sulla tranche a quattro anni e 3.5 miliardi sulla tranche a otto anni. Nel dettaglio: il bond a quattro anni (Isin XS2270395408) non paga una cedola per l’intera durata,  prezzo di emissione  100.10 e rendimento negativo pari a -0.025%, il bond a otto anni (XS2270397016) paga una cedola annua fissa dello 0.50%, prezzo di emissione 99.758 e rendimento dello 0.531%. Lotto minimo 100mila euro con multipli di mille e rating BBB.

Snam ha lanciato con successo un secondo transition bond, dopo quello dello scorso 10 giugno, a testimonianza del suo impegno a supporto delle iniziative nella transizione energetica. La strategia del gruppo mira, infatti, ad accrescere il peso della finanza sostenibile dall’attuale 40% ad oltre il 60% del funding disponibile.  Ecco le caratteristiche principali del bond: tasso fisso, scadenza a dicembre 2028, e importo di 600 milioni contro gli attesi 500 milioni. Il rendimento del bond è stato fissato a 38 punti base sul tasso midswap (cedola annua del 0% con un prezzo re-offer di 99,728). Il tutto a fronte di ordini che hanno superato quota 2,6 miliardi. Lotto minimo 100mila euro con multipli di mille, rating BBB+ e Isin XS2268340010.

Oltre 3.7 miliardi di richieste per un bond da 1.25 miliardi di euro collocato da Autostrade per l’Italia (Aspi), la concessionaria controllata da Atlantia. La società, che mancava dal mercato dal 2017, è riuscita a collocare l’obbligazione ad un rendimento basso per il suo merito di credito (non investment grade Ba3), il bond ha strappato una cedola annua fissa del 2% con un rendimento a scadenza del 2.163%, superiore di 250 punti base al tasso di riferimento midswap. Isin XS2267889991, taglio minimo 100mila euro con multipli di mille con scadenza nel 2028.

In  pieno fermento M&A Banca Monte dei Paschi ha avviato il collocamento di un bond senior preferred a 5 anni long con ordini che hanno superato il miliardo di euro. Le prime indicazioni di rendimento sono state tra 270 e 275 punti base sul tasso di Midswap. Il bond  ha scadenza 9 gennaio 2026. L’ultimo bond di Mps risale al 4 settembre quando la banca ha collocato un bond subordinato di tipo Tier2 con scadenza 10 anni. Per questo, size da 750 milioni, cedola 1.875%, Isin XS2270393379, taglio minimo 100mila euro multipli di mille e rating B.

Nuova emissione obbligazionaria per Ferrovie dello Stato che ha collocato, in private placement, un decennale da 250 milioni di euro. Il bond è emesso alla pari con tasso dello 0,641%, che rappresenta la cedola fissa più bassa pagata dal gruppo della mobilità per un’emissione obbligazionaria sul mercato dei capitali.

Veritas, multiutility pubblica del Veneto che fornisce servizi ambientali, ha collocato un’obbligazione a sette anni dell’ammontare di 100 milioni di euro. L’obbligazione (Isin XS2254184547) paga una cedola annua fissa del 3.25%, prezzo di emissione 100 e rimborso alla pari alla scadenza il 9 dicembre 2027. Il titolo non ha rating e lotto minimo 100mila euro con multipli dimille.

Sixt, multinazionale europea di noleggio auto, ha collocato un’obbligazione senior a tasso fisso con scadenza a quattro anni, il 9 dicembre 2024. L’obbligazione (Isin DE000A3H2UX0) è stata collocata inizialmente a un rendimento del 2.25% per poi abbassare la forchetta all’ 1.75%. Il titolo non ha rating, prezzo 100 e lotto minimo mille euro con multipli di mille.

Detuche Bahn Finance ha raccolto fondi con un’obbligazione a lunga scadenza. Il bond (Isin XS2270142966) paga auna cedola fissa dello 0.625%, prezzo 99.537, rendimento a scadenza 0.642% equivalente a 63 punti base sopra il tasso midswap di riferimento. Il rimborso è previsto in un’unica soluzione alla pari alla scadenza fissata l’8 dicembre 2050. Ammontare 1 miliardo di euro, lotto minimo di mille euro con multipli di millee rating AA+.

La Banca mondiale ha emesso un bond sostenibile in due tranche denominato in dollari neozelandesi per 1,3 miliardi in tutto, pari a circa 770 milioni di euro. Nel dettaglio, la tranche da 5,5 anni (Isin NZIBDDT016C7) è stata collocata sul mercato per l’importo di un miliardo e quella a dieci anni (Isin NZIBDDT017C5) per i restanti 300 milioni. La domanda è stata così elevata, che alla fine la Banca Mondiale ha  optato per una emissione complessivamente di quattro volte più corposa rispetto all’idea iniziale. La scadenza a 5,5 anni  sarà rimborsata in data 10 giugno 2026 e offre una cedola dello 0,75% all’anno e corrisposta semi-annualmente. Poiché è stata prezzata a 99,96774 centesimi, il rendimento ottenuto è stato dello 0,756%, equivalente a 43 punti base sul titolo di stato corrispondente . Quanto alla scadenza a 10 anni, la data di rimborso è stata fissata al 10 dicembre 2030  e la cedola offerta è dell’1,25%. Il prezzo di collocamento è stato di 99,44867, per un rendimento alla scadenza risulta dell’1,309%, circa 41 punti base sopra il decennale neozelandese.

Webuild testa il mercato per bond senior a tasso fisso. La società di costruzioni ha incaricato e organizzare un roadshow con investitori qualificati, italiani e internazionali. In fase di collocamento anche Bpm con un nuovo tier 2 ed il debutto sul mercato di banca Illimity con un senior preferred a tre anni con rendimento 3.375%.

A cura di Carlo Aloisio, senior broker

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